Buio ed emozioni.


Buio. Buio ed emozioni. Si apre una porta davanti a me.

Si chiude alle mie spalle mentre mi trovo davanti ad un'altra porta.

Buio. Si apre la seconda porta e mani sicure ci conducono al tavolo. Le nostre mani a comprendere gli spazi. Le nostre orecchie a percepire il suono di una voce che si prenderà cura di noi. Ci sediamo piano, mentre il buio diventa quasi profumo, tanto intenso. Arriva il piatto e il bicchiere.

Le forme curate.

I materiali infrangibili.

I colori, da immaginare. Penso ad un celeste chiaro, su di un tavolo verde, come quello della cucina dei nonni, quando ero bambina. Su quel tavolo c'era serenità. C'è una forchetta e un tovagliolo.

Decido di mangiare con le mani. Le forme diventano sapori.

Agrodolce.

Salato.

Dolce.

Bollicine.

Croccante.

Morbido.

Dissetante.

Saziante.

Rilassante. Tra parole.

Senza tempo.

Senza silenzi.

Noi.

Noi stessi. Un buio che parla perché ci mette in ascolto. Un momento importante, toccante, perché fa conoscere una realtà che per qualcuno è quotidianità.

Un'emozione unica.

Semplicemente un'emozione da provare.

Grazie a Omar Frigerio, Oriana Pozzi, Renato Gaggio, Maja Maciol e ad Emozioni al Buio per avermi fatto scoprire in anteprima questo progetto, a breve a Como per tutti voi.





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