@volevofare tante cose e in ogni caso non mi arrendo!

Tempo fa mi sono imbattuta in un post di Barbara Arioli, Project Manager e coordinatore eCare e community management in una nota società italiana, meglio conosciuta sul web come @volevofare.

La sua interpretazione della posizione della donna nel mondo del lavoro mi aveva colpito per come era realistica e piena di positività al contempo.

Nella Stanza delle Domande del @civiconumero13 racconta così la sua esperienza.

Credi che le opportunità per uomo e donna siano oggi identiche?

Assolutamente no. Forse in qualche piccola azienda ma nelle aziende grandi la differenza si sente e vede ancora, purtroppo.

In che cosa è più difficile essere donna oggi nel mondo del lavoro?

E’ difficile porsi di fronte a un uomo senza che traspaia un messaggio diverso dall’oggetto del dialogo, è difficile sapere come vestirsi, come truccarsi, cosa dire, quando è come, come evitare che l’attenzione sia distolta da altro, come far prevalere il proprio cervello sul proprio corpo. È difficile dimostrare di valere tanto quanto e, a volte, più di un uomo e farsi prendere in considerazione per ciò che si fa e non per ciò che si è. Anni di pregiudizi sono difficili da abbattere, basti pensare a chi è bionda, le battute le sento ancora oggi perché mia figlia è bionda.

Cosa possiamo fare noi donne oggi per migliorare il nostro ruolo?

Cambiare la testa degli uomini? Sarebbe l’unica soluzione ma essendo impossibile, dobbiamo cercare di evitare di pensare che otterremo qualcosa mostrando la nostra “femminilità” come molte ancora troppo spesso fanno. Capisco che “di necessità virtù” ma cosi amplifichiamo un pensiero sbagliato che poi inevitabilmente ricade e etichetta tutte. Meno scollature, meno gonne inguinali e più cervello.

Credi che all'estero sia diverso?

In alcuni paesi europei si perché c’è maggiore supporto per una neo-mamma ad esempio, asili, assistenza medica, ecc. la Germania per fare un esempio o i paesi del nord.

Credi che a seconda del settore in cui opera l'azienda sia più semplice per le donne lavorare?

Ni. Sicuramente ci sono settori dove è più semplice e mi riferisco alle agency o ai settori digital, rispetto all’industria ma i preconcetti ci sono ovunque. Tra un uomo e una donna di pari livello troppo spesso viene ancora scelto l’uomo. Ho sentito amiche raccontarmi che in fase di colloquio gli è stato chiesto se pensavano di avere figli a breve.



Perché per gli uomini è più semplice fare carriera?

Perché è sempre stato così e nessuno ha mai messo in dubbio la questione. Perché gli uomini non mettono al mondo figli e la paternità ancora oggi molti non sanno nemmeno di poterla richiedere o se lo fanno poi ne pagano comunque il prezzo. Le donne che rientrano poi da una maternità perdono ruolo, posizione, benefit o vengono licenziate.

Quanto una donna deve sacrificare per la carriera?

Il suo essere donna, il piacere di vedersi con un abito attillato, la sua sensibilità e naturalmente il mettere al mondo una nuova vita. Non è nemmeno detto che dopo tutto questo ci riesca perché avrà come concorrenti un sacco di uomini che verranno considerati comunque più affidabili.

Come si concilia l’essere madre con il lavoro?

Male. La maternità ti sfianca, ti toglie le forze, è tutto molto più difficile specialmente organizzare anche il lavoro. Gli uomini per quanto possano esserti vicino non riescono mai a capire fino in fondo né sono geneticamente predisposti a farlo. Non è colpa loro, gli ormoni sono i nostri, possiamo incolpare solo madre natura.

Mi racconti un aneddoto legato al tema donne e lavoro?

Una cara amica anni fa si è trasferita a Las Vegas, ha fatto le valige e senza pensarci troppo è partita, qui infatti non le era mai stata offerta opportunità di crescita nonostante molti anni di lavoro per la stessa società. Ora è una free lance con una propria società che porta il suo nome e organizza corsi per imparare a gestire il proprio lavoro. Un mental coach, chi l’avrebbe mai detto?

Qualcosa che non dimentichi, che ti ha molto colpito?

Di negativo ricordo quando dopo anni di contratti co.co.pro (ve lo ricordate vero?) e compensi che arrivavano regolarmente con mesi di ritardo oltre a un numero di ore di lavoro che variavano da 8 a 12, ho chiesto se per qualche mese potevo ridurre le ore per occuparmi di mia figlia piccola e la risposta è stata il dimezzamento del compenso da ben 450 euro a 225.

Di positivo ricordo i ringraziamenti del cliente per il lavoro straordinario, l’impegno e il supporto in quello che oggi viene definito “crisis management” durato diverse settimane.

Ricordo anche il suo costante interesse quando ho avuto qualche problema di salute (nulla di grave, solo stress!). Niente può renderti più orgogliosa di te.


Spesso viene da pensare che le donne siano state tanto spinte verso una meta che poi non ha ripagato come sperato. Mai demordere comunque?

Mai, se “molliamo il colpo” non solo non otterremo mai un adeguato riconoscimento delle nostre capacità ma metteremmo in difficoltà ance le generazioni future. A tua figlia cosa consigli?

Di andare dritta per la sua strada, qualunque essa sia e di non lasciarsi abbattere se incontrerà ostacoli. Siamo più forti di quanto spesso gli uomini credevano. Vengo da una famiglia di donne rimaste sole troppo presto e nessuna di loro ha mai smesso di combattere.

Alle donne in genere cosa consigli?

La stessa cosa, non importa se si hanno vent’anni o sessanta, la vita non finisce fino a che noi non decidiamo di sederci su una sedia e arrenderci. Certo, è difficile ma ottenere dei risultati che ci rendano veramente felici non è mai stato facile. Chi è mamma sa bene che generare una nuova vita ad esempio e’ qualcosa di estremamente difficile e doloroso ma ci siamo riuscite tutte e non esiste altro di simile in termini di soddisfazione personale e gioia. Il comodo, facile e anche un po’ noioso lasciamolo a chi non ha la forza di cadere e rialzarsi ogni volta.

Grazie a Barbara per queste risposte e per le sue immagini. Per sapere di più di lei e dei suoi #umarell www.instagram.it/volevofare

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