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Pisa, Lucca e Viareggio: un weekend tra storia, street art, dettagli italiani e risate.


La visita a Pisa inizia in un modo inconsueto rispetto al primo incontro risalente per me ad oltre vent’anni fa. Oggi parto non dalle icone tradizionali di questa città, ma con l’abbraccio al grande murale che Keith Haring ha regalato alla periferia di Pisa, nel 1989, sul retro della Chiesa di Sant'Antonio Abate.


"Tuttomondo" rappresenta trenta personaggi la cui paternità è immediatamente riferibile all’artista americano. I tanti soggetti, come in puzzle, si affiancano e si completano alla perfezione tra i loro movimenti immaginari creati con i tanti tratti neri che li affiancano.

Un grande vetro (il primo per me mai visto!) a proteggere quest’opera d’arte ispirata alla pace e all’armonia nel mondo, realizzata in pochi giorni, ma pensata per durare nel tempo.

Tanti i messaggi contenuti nelle singole figure presenti: qualcuno culla un bambino, qualche altro ha sulle spalle un delfino, qualcuno corre, qualche altro ha due corpi. Qualcuno poi ha un tv color al posto della testa.

Da questo angolo meno vicino ai luoghi più conosciuti di Pisa, consiglio di proseguire a piedi per il centro della città, attraversare l’Arno e ammirare la Chiesa di Santa Maria della Spina costruita proprio sul fianco di questo fiume.

Tappa obbligata alla Gelateria de Coltelli dove camminando sul Lungarno è possibile gustare un gelato #glutenfree dal sapore unico. Consigliato il gusto sorbetto ai lamponi!



Tra le strade spuntano angoli di street art appartenenti all'"arte sa nuotare" di Blub di cui vi ho già raccontato nella pagina dedicata a Firenze.

Degni di nota anche i volti dipinti su questi massi di cemento il cui posizionamento a sbarrare le strade che conducono alla Piazza dei Miracoli non può non ricordare gli eventi tristi degli ultimi anni, sottolineando come è cambiata l'esigenza di sicurezza rispetto a tempo fa.



Le case color sabbia lasciano piano piano la scena ad una delle più note Piazze italiane. La Torre di Pisa troneggia.

Tante le persone che si accalcano davanti a questo monumento alla ricerca dello scatto con effetto ottico perfetto. Devo dire che anche anni fa, prima dell'avvento del digitale, i fotografi e i modelli improvvisati a sorreggere la Torre Pendente erano così tanti da adombrare la tanta storia racchiusa in questo luogo.

Per chi non lo sapesse la Torre, alta 58 metri circa, è il campanile del Duomo di Santa Maria Assunta. Fu costruita nel 1173 su un fondo sabbioso ed inizio subito ad inclinarsi, probabilmente anche a causa delle fondamenta non troppo profonde e del terreno poco solido. Qualcuno sostiene addirittura che sia stata appositamente creata per pendere. Nel 1998 i lavori per fermare la sua pendenza (di ben 4 metri), con tiranti e pesi di circa 900 tonnellate, hanno arrestato il movimento in caduta così da assicurarne la vita per altri 300 anni. Ci fidiamo! Tra l'altro tra i tanti scatti, alla fine anche il Battistero risulta magicamente pendente!


Nella Piazza dei Miracoli, Patrimonio Mondiale dell'Unesco, chiamata così grazie a Gabriele d'Annunzio, si celebrano il miracolo della nascita rappresentato dal Battistero, la meraviglia della Vita con la Cattedrale di Santa Maria Assunta e, infine, l'epilogo della morte con il Camposanto.

Il secondo giorno, da Viareggio, nostra base, facciamo tappa a Lucca. Sicuramente quello che più rimane nel cuore è la Piazza dell'Anfiteatro realizzata a partire dal 1830 sul tracciato del precedente anfiteatro romano.

La bellezza di questo luogo si coglie entrando ed uscendo dalle 4 porte a volta e ammirandola dal centro. Proprio in questa Piazza si trovano bar, ristoranti e negozi che hanno conservato il sapore dell’artigianato e delle tradizioni locali.


Degno di nota Le Sorelle Uashmama, un luogo dove tessuti, saponi, creme, quaderni e Toscana dominano la scena. Un posto dal sapore di famiglia e di tradizione il cui marchio è rappresentato da 4 Sorelle che si danno la mano. Un’azienda a gestione familiare con sede e produzione in Toscana. Porto a casa creme alla lavanda e saponi alla mimosa.

Usciti dalla Piazza ci imbattiamo nella Trattoria da Ubaldo il cui proprietario ci mostra la sua Harley personalizzata con teschi e scheletri e ci indica il vino che produce il cui nome è tutto una risata. Lui e il Faraone Nero, egittologo noto a Lucca e nel mondo, appartengono a quella Toscana il cui accento diverte e la cui simpatia rende tutto più leggero.

Si prosegue per le vie e si incontra la Torre delle Ore e poi la splendida Chiesa di San Michele in Faro sulla cui facciata a vela c'è una statua di ben 4 metri che rappresenta il Santo nell’atto di uccidere il Drago. Dicono che il Santo indossi una pietra preziosa la quale sarebbe visibile di notte con il suo brillare. Ci crediamo e ci fermiamo per un aperitivo in uno dei bar davanti alla Chiesa, ammirando la gente passeggiare.

Se invece avete voglia di camminare il consiglio è di percorrere i 4 km delle Mura. Per quelle torneremo in visita a Lucca. Quanti numeri 4 in questa visita!

Rincasiamo a Viareggio.

In questa città di mare, da non perdere il cappuccino di Fappani, i tanti negozi su Viale Carducci e un bellissimo pic nic sulla spiaggia in t-shirt ad ottobre.

Ditemi poi se non viene voglia di andare a vivere dove "esiste" il mare!